Discopatia

Dr. Scrofani Raffaele

La discopatia è una particolare patologia dei dischi intervertebrali che consiste in un’alterazione del disco stesso il quale è posizionato fra le vertebre e la cui funziona è quella di “ammortizzare” e “sostenere” le sollecitazioni meccaniche a carico della colonna vertebrale.  La discopatia può coinvolgere il segmento cervicale (colpisce la zona cervicale e il dolore si manifesta negli arti superiori) oppureil tratto lombare (colpisce la zona lombare e il dolore si manifesta negli arti inferiori). Se non curata adeguatamente, nel corso degli anni può degenerare in artrosi vertebrale.

Cenni di anatomia:

Il disco è normalmente costituito da un nucleo polposo e da un anulus che contiene il nucleo stesso. La parte interna, il nucleo polposo, è naturalmente ben idratato e viscoso, proprietà che gli permettono di fungere da ammortizzatore. La parte esterna è l’anulus, che cinge il nucleo e ancora i corpi vertebrali contigui consentendo un minimo di movimento.Questa è una struttura fibroso e ben consistente, a differenza del nucleo polposo.

Quando per usura a causa dei continui movimenti o invecchiamento del disco stesso, ques’ultimo perde il suo contenuto idrico, diminuisce di spessore e di consistenza. Abbassandosi di spessore provoca un sovraffaticamento delle articolazioni con conseguente ipertrofia dei massicci articoalri e quinsi stenosi o instabilità dei segmenti vertebrali.  L’anulus  eventualmente deborda oltre i margini vertebrali, con una protrusione del canale vertebrale. Accade così che la discopatia sia in definitiva la “madre” di tutte le sofferenze della colonna lombosacrale: sia di tipo discale che osteoarticolare. E’ spesso l’inizio di tutti i mali alla schiena.

La discopatia viene classificata in cinque diverse tipologie in base alle diverse cause che possono scatenarla:

– discopatia traumatica: si manifesta in maniera acuta a seguito di trauma o carico eccessivo

– discopatia degenerativa: colpisce soprattutto le persone anziane e la malattia può essere dovuta a cause genetiche, vascolari oppure può dipendere dal sovrappeso e dalla sedentarietà;

– discopatia infettiva: si può sviluppare a seguito di infezioni provocate dallo strafilococco, dallo streptococco oppure nella tubercolosi disco-vertebrale.

– discopatia infiammatoria e discopatia autoimmune: colpisce soprattutto i giovani e sono causate da alcune sostanze presenti nel nucleo polposo.

Clinica:

La discopatia  nonostante la sua frequenza e la sua importanza patologica, spesso rmane silente, ovvero asintomatica . Difatti se vi è una compressione radicolare allora si può manifestare con dolore acuto in corrispondenza del dermaotmero interessato. In altri casi invece, si manifesta con un dolore sordo e continuo che a volte può essere più acuto.Nei casi in cui la discopatia colpisce anche i nervi spinali, il paziente può essere soggetto a debolezza, insensibilità  e formicolii agli arti inferiori e superiori. Quando si è affetti da discopatia si possono avvertire i seguenti sintomi: dolore acuto alla schiena dolore nella fessione-estensione della schiena sviluppo di un dolore al collo che pian piano si irradia alla zona lombare, o viceversa insensibilità o formicolii alle braccia o alle gambe debolezza agli arti inferiori o superiori

La discopatia spesso causa mal di schiena diffuso.

La discopatia spesso causa mal di schiena diffuso.

Evoluzione della Malattia:

Le differenti possibili evidenze di alterazione degerativa del disco intervertebrale sono state inquadrate con uno schema classificativo da Pfirrmann, che le ha suddivise in 5 fasi progressive di degenerazione (v. sopra). La discopatia se non curata per tempo può degenerare in un ernia discale. La discopatia se non curata per tempo può degenerare in un ernia discale (vedi Capitolo Ernia Discale).

Gradi di evoluzione della discopatia.

Gradi di evoluzione della discopatia.

 Diagnostica per Immagini

L’esame Gold Standar è la Risonanza Magnetica del tratto interessato (lombare, dorsale o cervicale). Se la TAC può offrire in vero pochi ulteriori elementi rispetto alla RMN, se si eccettuano quelli riguardanti le strutture ossee (che vengono visualizzate meglio di quanto non faccia la RMN), dati non secondari possono essere forniti da:

  • Radiografie standard con proiezioni “dinamiche”
  • TAC sotto carico (Axial Loaded CT scan)
  • RMN in stazione eretta
Nuova immagine (4)

RMN mostra il grado di discopatia.

Non pare questa la sede di approfondire compiutamente queste tecniche, se non per ricordare come – e ciò appare particolarmente vero per le tecniche più sofisticate (TAC e RMN) – le stesse immagini provengano da esami eseguiti con paziente sdraiato sul piano della macchina, cioè con la colonna vertebrale sottratta al carico. Per la diagnostica di una discopatia e anche di una conseguente ernia viene eseguito un test che comporta il sollevamento delle gambe tese; il paziente è sdraiato supino e il medico solleva lentamente le gambe dalle caviglie, la comparsa di un dolore nella parte posteriore delle gambe suggerisce la presenza di una discopatia.

Trattamento:

I rimedi principali per attenuare il dolore nelle fasi più acute della discopatia, sono:

  • risposo assoluto;
  • evitare di rimanere a lungo seduti;
  •  non sollevare pesi;
  •  somministrazione di antidolorifici e cortisonici.

Superata la fase più acuta è importante mantenere il corpo in movimento: è consigliato camminare un’ora al giorno per mantenere i muscoli delle gambe in allenamento e poi è utile praticare la piscina e lo stretching. Nei casi più gravi, come nel caso in cui la discopatia è accompagnata dall’ernia del disco, è consigliato fare delle infiltrazioni e procedere anche con il laser intradiscale. In ogni caso, è sempre consigliato consultare il medico di fiducia in modo da optare per la cura più adatta al proprio caso.

Terapie chirurgiche:

Stabilizzazione dinamica:

La stabilizzazione dinamica consiste in un intervento chirurgico a invasività minima e prevede l’impianto di uno spaziatore interspinoso appositamente ideato per essere posizionato tra i processi spinosi. L’obiettivo dell’intervento consiste nel ridonare spazio alle strutture nervose, che risulteranno così liberate dalla condizione di compressione. Dal momento che l’intervento di stabilizzazione dinamica non prevede l’asportazione di alcun osso strutturalmente importante, lo spaziatore interspinoso offre al paziente e al chirurgo la possibilità di valutare, in un secondo momento, eventuali ulteriori trattamenti nel caso in cui il paziente dovesse andare incontro ad un peggioramento della sintomatologia dolorosa.

interspinoso

Dispositivo interspinoso.

Sostituzione discale artificiale:

L’intervento chirurgico di discoplastica consiste in una procedura di sostituzione dell’articolazione e comporta l’inserimento di un disco artificiale nella colonna vertebrale a seguito dell’asportazione del disco malato o danneggiato. L’intervento consente di preservare la mobilità del segmento vertebrale trattato.

Chirurgia di fusione spinale:

La fusione spinale è un intervento chirurgico impiegato per il trattamento delle condizioni degenerative della colonna vertebrale. Utilizzando innesti ossei e strumenti, quali piastre metalliche e viti, questa procedura permette di fondere o di creare un legame tra due o più vertebre adiacenti. Questo intervento è volto a stabilizzare la colonna vertebrale e ad alleviare il dolore provocato dalla patologia degenerativa.

stabilizzazione

Stabilizzazione vertebrale con viti peduncolari e barre.

 

Guarda: intervento di stabilizzazione vertebrale

Guarda: interspinoso

 

 

 

 

 

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“E’ molto più importante sapere che tipo di persona ha quella malattia, piuttosto che sapere che tipo di malattia ha quel paziente”Sir William Osler 1849-1919