Instabilita vertebrale

Dr. Scrofani Raffaele

L’ instabilita vertebrale lombare rappresenta una patologia di carattere degenerativo, traumatico o raramente congenita. La riduzione in altezza del disco comporta per le articolazioni apofisarie, poste nella parte posteriore della vertebra, un maggiore carico al quale non sono predisposte: col tempo l’usura delle cartilagini e l’aumento della lassità ligamentosa (microinstabilità) determinano infiammazione dell’articolazione che si manifesta al paziente con il classico dolore di schiena (lombalgia). Il processo infiammatorio coinvolgerà anche i legamenti che collegano tra loro le vertebre in corrispondenza delle articolazioni. Questo progressivo cedimento, con l’incrementata ampiezza dei movimenti consentiti dalle giunture colpite aumenta (dunque aumenta la instabilità vertebrale) e l’organismo, per evitare danni, cercando di bloccare i movimenti esagerati, crea apposizione di tessuto osseo nei punti di usura, per rafforzare le giunture (si formano lungo i bordi delle superfici articolari veri e propri speroni detti osteofiti. Quando gli speroni collegano ossa diverse tra loro si parla di ponti ossei che bloccano l’articolazione).

 

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Spondilolistesi degenerativa: scivolamento del corpo di L4 su L5.

Questa apposizione deforma progressivamente le vertebre e le articolazioni con conseguenze ovvie sul sistema nervoso, di cui nervi e midollo rimangono “soffocati” potendo determinare sindromi neurologiche (sindrome da stenosi canalare, sciatalgie, meralgie). In alcuni casi il cedimento progressivo dei ligamenti comporta lo scivolamento di una vertebra rispetto all’altra (spondilolistesi degenerativa).

Ipertrofia articolare con conseguente stenosi foraminale ed canalare.

Ipertrofia articolare con conseguente stenosi foraminale ed canalare.

I sintomi sono spesso sovrapponibili, con l’eccezione dell’instabilità da trauma vertebrale acuto. Il dolore è posturale (condizionato dalla posizione del corpo), manifesto in certi momenti della giornata (alzandosi dal letto) ed accentuato dalla stanchezza. A volte (e questo si riscontra soprattutto nelle forme associate a stenosi del canale vertebrale), interviene un torpore o senso di addormentamento e debolezza agli arti inferiori. Nell’insabilità vertebrale acuta post traumatica il dolore è locale, in corrispondenza delle vertebre fratturate.

Trattamento:

Il primo trattamento in caso di instabilità del rachide è quello conservativo, mediante terapia farmacologica e riabilitativa (mediante cicli ripetuti di FKT di stretching e rinforzo muscolare).
Nel caso il tentativo conservativo non vada a buon fine si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico, la stabilizzazione rigida o elastica a seconda della gravità dell’instabilità e del numero di segmenti compromessi.

Stabilizzazione vertebrale rigida.

Stabilizzazione vertebrale rigida.

Guarda: intervento per stabilizazzione vertebrale

Guarda: interspinoso

Patologie

Le patologie trattate sono molteplici, qui di seguito segnalo le malattie più frequenti e i relativi trattamenti chirurgici e non. Vedi le Patologie

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“E’ molto più importante sapere che tipo di persona ha quella malattia, piuttosto che sapere che tipo di malattia ha quel paziente”Sir William Osler 1849-1919